ho ascoltato i canti delle zingare sedute in cima alle bancarelle ingombre di abiti di tutti i colori
le loro voci potenti, le mani a battere suoni diversi
una in fila all'altra, piccole case vecchie e grattate dal tempo, ma con i terrazzini ingombri di fiori
insegne impallidite di negozi polverosi
un turbinio di odori
ogni istante ha un odore diverso
l'odore della pelle di una donna impomatata
la frutta! che si scalda al sole
gli abiti del mercato
metropolitane, autobus, vicoli, bidoni del lixio, capelli di donna, la casa dove al momento vivo.
annuso tutto e archivio.
qui posso forse essere me stessa?
misconoscenza della lingua a parte.
1 commenti:
Sei ciò che ricordi. La lingua è un dettaglio, la si può imparare un po' per volta. L'importante è saper comunicare e raccogliere i messaggi dell'ambiente e quindi... archiviarli.
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