
spesso non sento niente
l'unico desiderio che ho è quello di strapparmi la faccia di dosso
forte, con le unghie
azzerare i suoni
sdraiare il mio corpo sfatto e graffiato e sprofondare in un letto di incubi
scaricare di dosso il peso di tutti i rimorsi, le magagne, gli errori
dormirli via, sudarli sotto coperte madide
e ricominciare da zero, come dopo un lungo inverno
spesso non ascolto questo cuore che batte
e mi stupisco, se leggendo qualche pagina in metropolitana
le lacrime scoppiano dal centro del petto
con un enorme spinta di acqua scura che sale
uno squarcio che è difficile chiudere con il cemento
quel cemento che sbatto sul cuore
a manciate
fino alla prossima pioggia
ascoltando A braccia aperte
vorrei disegnare come Egon Schiele
2 commenti:
A conoscerti davvero,
si fatica a capire dove inizi l'espressione artistica e finisca l'autobiografia, a patto che abbia un senso chiederselo, cioè no.
A conoscerti davvero,
si capisce bene quel cemento che sbatti sul cuore a manciate,
ma che piova può dipendere, dipende, anche da te, Kika...
Kit
poi però quando ti arriva un sms che parla di lotta nel pesto... :)
Ti lovvo, mia quindicenne!
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