giovedì 3 dicembre 2009

guarda quanto cazzo ero felice




non è colpa mia questa volta
siccome vi ho fatto due palle così con questo portogallo, e saudade di qua, e joao di là
e insomma, vi posso capire
ma l'altro ieri Monica mi ha chiesto di selezionare una cinquantina di foto del mio viaggio
per una presentazione sul paese e le sue danze
un buon pretesto per riguardarmele tutte e immalinconirmi un po'


tra l'altro da un paio di settimane a questa parte quel paese mi chiama forte, in diversi modi:


1. becco Pamela e ci inventiamo un capodanno a Lisbona. ci esaltiamo, ci promettiamo di fare un check dei voli disponibili


2. una mattina salgono sulla metropolitana quattro musicisti che con chitarra, tamburo, fisarmonica e voce intonano un pezzo che mi spezza il cuore fino alle lacrime. dopo qualche ora realizzo che era musica del tutto simile a quella che mi fece danzare ad Andanças


3. mi imbatto nelle danze portoghesi che Monica insegna all'Enosud. musica che mi strappa via dalla realtà e mi butta nei ricordi. in pieno. e dopo la lezione si chiacchera, io Monica e Pam, e si tirano fuori episodi di quel viaggio a cui avevo cercato sempre di non pensare troppo forte


4. sento dire di un'Ignite Portugal e mi si drizzano le antennine. peccato che serva conoscere la lingua oltre a sapere cosa dire e io ehm. não falo portughes


insomma mi sto sfogliando tutte queste foto, una per una, velocemente, e rivivo quei momenti e becco questa foto.
mi chiedi cosa mi ha colpito di quel paese? oh, tanta di quella roba, mi ha colpito. basta guardare la faccia.
e pensa, questa foto è del primo giorno. ancora non avevo subìto quella sottile metamorfosi (causata anche dal sole) che mi faceva sembrare diversa quando mi guardavo riflessa nelle vetrine o in uno specchio. ero diversa.


tutto questo per dire
guarda quanto cazzo ero felice.

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