venerdì 5 settembre 2008

Elio e le Storie tese - PalaSharp Milano, 4 settembre 2008


Quando Elio e le storie tese suonano a Milano, vale sempre la pena andarli a sentire.

Che il PalaCucco (ex PalaVobis, ex PalaTucker, ora PalaSharp, ma i matusa lo chiamano ancora PalaTrussardi) si riempie di gente di tutte le età.

Gli anzianotti, come me, come Dante (che ha almeno 15 anni più di me ma fa niente:
come mentalità siamo più vicini io e lui, che io e i ventenni di oggi), che le sanno tutte a memoria e quasi quasi si sono anche imparati quelle difficilissime dell'ultimo album.

I ragazzetti fra i diciotto e i ventidue che sanno cantarti Studentessi alla perfezione ma non hanno veramente capito Elio come può capirlo chi vive a Milano da sempre e ha avuto fratelli o amici che già negli anni ottanta cantavano Elio e Van Halen e Frank Zappa ecc ecc ecc.

I pischellini che si fanno accompagnare dal papà. Che non capiscono che la metà dei testi. Che si sentono trasgressivi. E che poi vengono trascinati a casa con un bel "Quegli Elio sono troppo volgari, troppe parolacce, non ti ci porto più a sentirli, e per piacere, non ascoltarli troppo a casa".
Quelli sono i più buffi.
Che chiedono "ma cosa vuol dire 50 di bocca e 100 scopare?", una delle frasi più celebri e scabrose di Elio, e dal papà di certo non riceveranno risposta.
Che non capiscono perché la gente ride alle battute dei musicisti, perché i veri affezionati sì, che sanno che c'è da ridere, sanno tutti i significati riposti nelle loro canzoni apparentemente demenziali e senza senso.

Bene. Ieri sera, anche io c'ero.
Amatissimmi Elio.
Bravissimi come sempre.

Al prossimo concerto!

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