lunedì 10 dicembre 2007

Elio e le storie tese

Dio li fa e poi li accoppa, ho capito: la vita è così.

Mentre scrivo ascolto Elio, ed è probabile che questo post sarà un susseguirsi di versi, come lo scorrere della musica dentro le mie orecchie, con la testa come cassa di risonanza, vuota.

In un certo senso scrivo sotto l'effetto di una strana sensazione: quella di stare perdendo un sacco di tempo, e di essere capace di periodi di attività estrema e di altri di stasi pura.
Perdo tempo, sì, perché invece che vivere la MIA vita, vivo la vita di due persone, e lo faccio malamente. Perdo il senso dei miei diritti, delle mie capacità, della mia bellezza. Perdo il senso del perché sono al mondo, il senso del godimento delle piccole cose. Dipingere per notti intere, ridere e scherzare fino alle sei del mattino e non preoccuparmi del fatto che ho solo poche mezz'ore da dormire, farmi un giro una mattina di domenica prestissimo, se mi va. Il senso di poter essere come voglio, nel bene, nella felicità, di poter anche sbagliare e allontanarmi e poi pentirmi e tornare sui miei passi, ma anche no.
È tutto un dover dimostrare, giustificare, chiedere scusa, confessarsi, e ancora dimostrare e prendersi cura ogni volta di una cosa diversa.

Chiedo una via di fuga. Forse una follia è proprio ciò che mi serve.

Alla fine Elio l'ho sentito senza ascoltarlo, mentre scrivevo. Pazienza.
:-)

4 commenti:

Anonimo ha detto...

cosa aspetti? Mà

Kika ha detto...

aspetto il coraggio. :-)
ma mi sa che devo andare io da lui.

Anonimo ha detto...

chiudi un libro prima di iniziarne un altro. magari scopri che puoi stare anche senza leggere per un po'... Mà

Anonimo ha detto...

grazie, l'ho scoperto da poco. un po' anche grazie a te
:-)

kika

 
 
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