lunedì 12 novembre 2007

Acqua agli elefanti - Sara Gruen

Apro la porta dell'orangutan e depongo sul pavimento una scodella di frutta, verdura e noci. Mentre chiudo, lei infila il lungo braccio tra le sbarre e indica un'arancia in un'altra scodella.
"Quella? Vuoi quella?" Lei continua a indicare e mi guarda con quegli occhi ravvicinati, sbattendo le palpebre. Ha i lineamenti concavi, e la faccia è grande, piatta e orlata di peli rossi. E' la creatura più stravagante e meravigliosa che abbia mai visto.
"Ecco - dico, porgendole l'arancia - prendila". Lei la prende e la posa sul pavimento. Poi allunga di nuovo il braccio verso di me. Dopo qualche secondo di grande perplessità, tendo la mano. Lei la stringe tra le lunghe dita e la lascia andare. Si accovaccia e sbuccia l'arancia. Io la guardo esterrefatto. Aveva voluto ringraziarmi.

Jacob si ritrova da un giorno all'altro senza genitori. Il senso di vuoto e di paura che lo opprimono lo spingono perciò a imbarcarsi su un treno di passaggio, che si rivela poi il treno dello Spettacolo dei Fratelli Benzini. Un circo itinerante. Quella sarà la svolta della sua vita, che lo porterà a imbattersi in meravigliosi tumulti del suo giovane cuore, causati principalmente dalla bella Marlena e da Rosie, un'elefantessa. Si tratta di una storia esageratamente intensa, che vedrà il giovane Jacob crescere in questo mondo tutto a sé, fatto di nani e di clown, di splendide acrobate, di emozioni intense, ma anche incertezza e paura, in un'America degli anni trenta in cui la Grande Depressione causa la caduta in miseria di popoli interi, compreso quello circense, unico motivo di divertimento per le città sempre più povere e disperate.

Un libro da divorare, un libro che lascia il segno.

Meraviglia.

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