mercoledì 29 agosto 2007

Pensieri d'infanzia

Quando entro in quella casa, Giulia mi accoglie sempre con un sorriso timido. Ma non passa neanche un secondo, che scatta la parlantina: mi racconta cos'ha fatto il giorno precedente, mi propone un gioco, mi fa sorridere con i suoi piccoli errori di pronuncia, ma a quattro anni è più che lecito. :-)

Le ore scorrono lente per me, ma non per lei: ogni oggetto, ogni parola, ogni nuova piccola idea è frutto di curiosità e di pensieri, di domande e iniziative. Per me la maggiore difficoltà è trovare ogni giorno qualcosa di nuovo con cui farla divertire, tra giochi e simpatici esperimenti artistici.

Ma la cosa per me è difficile perché fin troppo semplice!

Scervellarsi per inventare attività innovative, complicate, coinvolgenti, è inutile! Una bimba di quattro anni ha la mente freschissima, e per intrattenerla tre ore bastano anche le bolle di sapone.
Osservandola mi sono ritrovata a scavare nei miei ricordi più antichi, cercando di capire cosa fosse bello e interessante per me a quell'età. E ho capito che la fantasia è bello nominarla, ma non è così facile da far emergere. E' come se qualcosa in noi cambiasse radicalmente.

Forse è una fase dell'adolescenza, quella in cui si rifiuta ciò che è bambino, e si rincorre ciò che è adulto. Ciò che è gioco, stupore, libero cazzeggio creativo diventa motivo di ostilità verso se stessi.
L'infanzia velocemente si allontana, e magicamente la si dimentica. I muri sono eretti, le barriere sono salde.


Che fortuna infinita che ho avuto a conoscere Giulia e tutti gli altri bimbi! E' in questo periodo che sto producendo di più, quanto a creatività. Disegno anche cose banali, modello forme semplici con Das e pasta di sale, creo cornicette allegre per le mie foto, dipingo t-shirt.

Quando si cresce si ha l'impressione di dover essere in un certo modo.
La paura di essere discriminati e isolati ci porta a omologarci malamente a un'idea comune che
adulto sia uguale a serioso.
Poi, forse, chi prima chi dopo chi mai, ci si arriva: il segreto della vita non è essere in un certo determinato modo. E' restare se stessi, conservare ciò che di veramente sano e puro c'è in noi: l'infanzia. Maturare, certo. Imparare dai propri errori. Essere onesti, generosi, e chi più ne ha più ne metta.

Ma mai, dico mai perdere la rotta che il bimbo che c'è in noi ha già segnato da tempo!!

3 commenti:

tascabile ha detto...

io sono talmente seriosa che temo di non essere stata bambina nemmeno a 4 anni!
scherzo, in realtà credo che una buona parte di me non sia mai cresciuta!

Anonimo ha detto...

Certo che in quella nostra bella foto la faccina da monelle di 4-5 anni la conserviamo bene!

Dici che sia la faccia dell'anima, al di là dell'anagrafe?

;-)

a.

Anonimo ha detto...

ciao non ci conosciamo, ti ho trovata per caso e curiosando un po' nel tuo blog mi sono accorta che è proprio carino, soprattutto le foto di flickr!!! complimenti!!!
ciao
Vale

www.valebest.splinder.com (blog curioso dove metto un po' di tutto)

oppure

www.valebest.blogspot.com (quello serio che uso per lavoro)

good luck

 
 
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