giovedì 31 maggio 2007

Tre uomini in bicicletta - Paolo Rumiz, Francesco Altan

Ciascuno ha le sue spiegazioni per la malattia insana di andar su ruote, perché infinite sono le esperienze alternative che la bici riesce a sintetizzare. C'è il viaggio come leggerezza, come nomadismo esistenziale ed eliminazione del superfluo, raccontato per esempio da Marco Aime nell'attraversamento del Sahel. Ci sono la lentezza e la memoria, descritte da Giulio Mozzi, scrittore padovano che ha percorso l'Italia a piedi. Ci sono la fuga e la solitudine negli elementi, come ha saputo dire quel lupo solitario che è lo skipper Paolo Rizzi dopo un naufragio in mezzo all'Atlantico. O il viaggio come introspezone, il pellegrinaggio talvolta penitenziale di Werner Herzog e Peter Handk.


Tre uomini in bicicletta
- Rumiz/Altan


Pedalano e scrivono. Pedalano, registrano le loro emozioni in una cassettina audio, trascrivono tutto, ancora pedalano.
In viaggio verso Istanbul, tre uomini non più giovani affrontano un'avventura che, sanno, li ritroverà cambiati.
Pedalare e pensare, pedalare e svuotare la mente lungo i rettilinei che attraversano pianure immense e suggestive, pedalare e riflettere sulle cicatrici della guerra, ancora visibili.

I Balcani, il mondo che muta, la gente che osserva e si pone silenziose domande, i profumi ogni istante diversi: questo è l'environment adatto per trovare lo spirito del viaggio, del cambiamento, della sfida.

Buona lettura.
Lasciate che i tre amici portino a spasso il bambino che c'è in voi.
;-)

1 commenti:

Selene ha detto...

Che libro interessante!

Anche io vorrei fare un viaggio in bici, ma non sono propriamente una "sportiva"...

;-)

 
 
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