giovedì 15 marzo 2007

I giardini di marzo

I giardini di marzo - 19 marzo 2007
Triennale di Milano
Viale Alemagna, 6
20121 - Milano

Ancora oggi sopravvivono nei centri decisionali e di potere, nei centri di ricerca, nel mondo del lavoro, differenze e asimmetrie di genere che dimostrano quanto limitato e impoverito possa essere l'attuale scenario sociale.
Le dinamiche evolutive di questo fenomeno e i possibili sviluppi positivi delle generazioni attuali e future, possono favorire però un cambiamento culturale reale.

In occasione dell'Anno europeo delle Pari Opportunità, futuro@lfemminile ha organizzato una giornata per risvegliare le coscienze e far sbocciare il potenziale femminile nei diversi ambiti sociali, lavorativi e culturali.

Obiettivo della manifestazione è stimolare il dibattito sulle differenze di genere, sugli stereotipi e i modelli che contribuiscono a generare le discriminazioni di genere, per sollecitare azioni concrete e considerare il valore delle pari opportunità come punto di forza e motivo di arricchimento e sviluppo della società.

L'incontro si svolgerà alla Triennale di Milano: in primo piano, il tema del rapporto tra donne, scienza, tecnologia e lavoro, e il difficile riconoscimento di questo ruolo alla figura femminile da parte della società.

Il convegno di apertura
Sviluppo sociale e asimmetrie di genere: come superare gli stereotipi

Tavole rotonde tematiche
Donne e lavoro - Donne e mass media - Donne e scienza

Mostre
Giorgio Armani -
I Nobel negati alle donne di scienza

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Ragazze (e ragazzi) ci vediamo lì?
;-)

2 commenti:

Silvren ha detto...

Forse adesso mi ammazzerai ma... secondo me le donne si sono date un pò la zappa sui piedi con questa storia dell'ugualianza... ok... non mi picchiare. :)

Bella l'immagine, mi ricorda il Tao... credo che dedicherò un post a questa cosa dell'ugualianza e delle pari opportunità... sempre nello stile delle Voci nel Vento ovviamente :)
Ciao

kika - claudiaselv@hotmail.com ha detto...

Beh. No saprei che dire sulla zappa sui pidei. Molte vogliono l'uguaglianza, ma poi pretendono che si apra loro la portiera della macchina. Non è sempre facile distinguere tra cos'è il puro e semplice rispetto verso l'essere umani, e la conformità a regole antiche e impolverate.

Sarebbe bello discuterne. Pure io, a volte, mi sento in contraddizione. Vorrei essere trattata come pari (non essere, cioè, l'addetta ai mestieri di casa solo perchè nata femmina), ma mi offendo se un uomo non mi lascia scendere prima di lui dall'autobus, o mi urta per passare a forza. Mi dico "e la cavalleria"? Forse ciò che conta veramente è il poter scegliere di essere, di pensare, di lavorare e vivere, non nella conformità dell'essere donna o uomo, bensì nella scia di ciò che ci dice il cuore.
;-)

Poi vengono cortesia e gentilezza. Importantissimi per entrambi i sessi, e per una buona convivenza. Globale, intendo.

 
 
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