lunedì 19 marzo 2007

Daniele Mastrogiacomo è libero

Dal 4 marzo era nelle mani dei Taleban, e oggi Daniele Mastrogiacomo è stato consegnato all'ospedale di Emergency di Lashkar-gah, a sud dell'Afghanistan. E sta bene.
Gioia gioia gioia per lui e la sua famiglia!

Pur con il cuore un po' sollevato, non posso fare a meno di pensare a tutto il resto: quante vittime miete l'odio, per ogni uomo che si salva?

Notizie sconcertanti e atroci, le sentiamo ogni giorno. E quasi sembra di averci fatto l'abitudine.
Il fatto è che tutti noi percepiamo che l'uomo sa essere ingiusto e malvagio. E sobbarcarsi il dolore del mondo intero potrebbe sgretolare il cuore: un peso troppo grande. Molti di noi, non per stupidità o per cattiveria ma per difesa, tendono perciò ad allontanare il dolore, a ignorarlo, finché la morte e le atrocità non diventano come un video che ci scorre davanti agli occhi. Io stessa, quando ho visto al telegiornale il crollo delle Torri Gemelle, non mi ero resa conto, le immagini non arrivavano al mio cuore. Come una specie di indifferenza. E inconsapevolezza.

Essere consapevoli allora è forse questo: saper distinguere la realtà dall'irrealtà, valutarla e comprenderla. E se ne abbiamo le forze, lottare. Come questa Italia che si è mobilitata per quasi un mese fino a ottenere la liberazione di Daniele.

Il cuore funziona benissimo. E' che a volte non è stato tolto dall'imballaggio...

Dal web:
Ansa.it
La Repubblica
Il Corriere della sera

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